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Cari mammina e papino, mi portate dall'osteopata?


"Ciao a tutti, sono Giulia, ho 15 giorni di vita e vi volevo raccontare le mie prime impressioni. Devo ammettere che il mondo qua fuori è molto diverso da quello a cui ero abituata nei mesi precedenti. Quando ero nella pancia di mammina galleggiavo come un pesciolino senza preoccuparmi di come mettere la testa, il braccio, il piede; tutto era piacevolmente sostenuto da quel liquido caldo e accogliente che mi circondava, era come stare sempre alle terme in total relax a una temperatura piacevole e costante. Non c’erano orari precisi scanditi da quella cosa che si chiama orologio, non c’era notte o giorno; se mi andava di fare un po’ di movimento, di sgranchirmi e stiracchiarmi lo potevo fare in qualsiasi momento. Mi piacevano tanto i suoni ritmici e a bassa frequenza...musica per le mie orecchie! Ora che sono qui tra voi mi accorgo che quello che prima era naturale, ora è più faticoso. Quella cosa che ci attrae verso terra, la forza di gravità mi pare, è assai complicata. Rende difficile ogni mia azione, soprattutto la mia testolina è pesantissimae mi ciondola da ogni parte. Io starei sempre in braccio a mammina, avvolta e sostenuta dalle sue braccia
confortevoli, calde, profumate… Mi metto sempre rivolta verso di lei, anche se ancora non sempre la vedo bene, ma sento il profumo, il suono della voce, il suo contatto. Infatti, mica capisco perché ogni tanto mammina mi mette nella culletta tutta sola, mi appoggia sul fasciatoio e mi strapazza, mi affida tra le braccia di altri; chissà perché lo fa?! Beh, vi dirò un segreto: ho scoperto che ho dalla mia parte un’arma infallibile. Basta che io apra bocca ed emetta quel suono acuto che neanche il mio fratellino sa replicare così bene, che ottengo subito tutto ciò che mi aiuta a stare bene."


Ho dato voce alla piccolissima Giulia per far capire che tante posture scorrette alle quali spesso il neonato va incontro già nelle prime settimane di vita, sono semplicemente il frutto delle sue richieste (spesso molto insistenti), del tanto amore col quale si vuole tenere a sé il più possibile quel batuffoletto e talvolta della praticità e logistica che scandisce le nostre ingarbugliate giornate. L’osteopata cosa può fare in tal senso? L’osteopata, durante la seduta di valutazione e trattamento, riesce a dare molte indicazioni ai neo-genitori riguardo le esigenze posturali per ottimizzare lo sviluppo neuro-psico-motorio del bebè; indicazioni su come tenerlo in braccio, come posizionarlo e dove posizionarlo quando dorme (tenendo conto anche del bisogno di contatto), come cambiargli il pannolino... Si tratta già di fargli fare una “ginnastica” fatta di stimoli corretti. Tutto ciò evita la possibilità di incappare in problematiche quali la plagiocefalia (testina appiattita) o riduce l’instaurarsi di possibili cifosi dorsali, scoliosi o altri disequilibri a carico della struttura. L’osteopata non si limita solo a questo; in collaborazione con le figure quali l’ostetrica o pediatra, può supportarle laddove si presentano problematiche relative l’attacco al seno (disfunzioni bio-meccaniche della bocca, mandibola, muscoli annessi del collo…). Aiuta anche col trattamento a riequilibrare il sistema neurovegetativo del piccolo che spesso rimane alterato post parto, favorendo un ritmo sonno-veglia più bilanciato, la riduzione dei tanto temuti problemi di coliche, rigurgiti e reflusso. Questi sono solo alcuni, i principali campi di applicazione dell’osteopata coi neonati, ma la cosa importante è capire che siamo figure preposte alla prevenzione, perciò è importante fare un controllo già nelle primissime settimane di vita del bimbo! Quello che invece l’osteopata può fare per la mamma di Giulia durante la gravidanza e nel post-parto, ve lo racconterò un’altra volta…


Miriam Cavarzere - Osteopata D.O.m.A.O.I.


Dott.ssa Miriam Cavarzere - Osteopata D.O.m.A.O.I.